Non sempre il lavoro programmatico compiuto è da buttare'
mercoledì 3 agosto 2016
rilfessione di Vito Antonio De Russis
'Tasselli di un quadro esistente (forse impolverato).
Non sempre il lavoro programmatico compiuto è da buttare'
Non sempre il lavoro programmatico compiuto è da buttare'
lunedì 18 luglio 2016
una riflessione di Vito De Russis: 'i pedoni ingorgano ... a Roma'
Sono Pedone perchè nato, cresciuto (e
calpestato da persone nate “Pedoni” ma aiutate dal Potere a crescere
“deviate”). E, mentre ero (e sono) impegnato nella difficile, pesante e
necessaria lotta generalista per il cambiamento della società in cui vivo -
guidato dall'obbiettivo del 14 luglio 1789 parigino (aggiornato, nel dicembre
del 1948, con la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo) – ero (e sono)
costretto a condurre una (altrettanto pesante) lotta parallela per rendere
efficienti ed efficaci i Diritti dei Pedoni, per lo “STOP STRAGI PEDONI”,
contro quel maledetto “mortigramma piatto” della “mobilità pedonale” (ed anche
della “mobilità ciclabile).
Su questa seconda lotta per la tutela
della vita, della dignità e dei diritti, ho coltivato la speranza di vivere un
14 luglio romano, italiano. Che è arrivato, a Roma, ma …… rovesciato: a Parigi,
quel 14 luglio 1789, il Popolo attaccò il Potere; a Roma, il 14 luglio 2016, è
il Potere (Capitolino, città da 10 anni in “emergenza da traffico” che
annualmente si aggrava) che sta attaccando e colpevolizzando la “mobilità
pedonale” – ovvero, il Pedone, la prima VITTIMA della illegalità stradale -
sostenendo che anche il pedone ingorga e crea il traffico cittadino.
E’ un potenziale attacco all’85x100
delle persone (quelle normali e quelle “deviate”).
(Sappiamo che un 15% della popolazione
romana si salva perché, per motivi vari – compreso quello della paura di morire
sulla strada – non esce di casa.)
Pertanto, il Nuovo Potere Capitolino
preoccupa molto perché sostiene la LEGALITA’ come parola d’ordine ma dimostra
di ignorare sia l’immensa illegalità praticata ininterrottamente dalla
“mobilità dei veicoli privati” (ben oltre il 50% della mobilità totale), sia la
rappresentazione contenuta nel DPCM del 04.08.2006.
Se un veicolo parcheggia illegalmente sul marciapiede e scende il conducente che si allontana, per il Campidoglio quella persona è un pedone.
Se un veicolo parcheggia illegalmente sul marciapiede e scende il conducente che si allontana, per il Campidoglio quella persona è un pedone.
Come sono pedoni, per il Campidoglio,
quei conducenti che lasciano i loro veicoli parcheggiati illegalmente in doppia
tripla fila.
Come sono pedoni, per il Campidoglio,
quei conducenti che lasciano i loro veicoli parcheggiati illegalmente sulle
strisce pedonali.
Come sono pedoni, per il Campidoglio,
quei circa 270.000 conducenti che, quotidianamente, parcheggiano illegalmente i
loro veicoli sulle fermate dei bus TP ( oltre 80 milioni conducenti al mese;
circa 1.000 milioni conducenti all’anno) (1)
Eccetera.
In tutti i casi citati, come in tanti
altri ben noti, la vittima fisica diretta è il Pedone; la vittima sociale è la
LEGALITA’ e la convivenza è incivile.
(Il mercato resta sereno per la
stabilità del PIL.)
Mentre si aggrava la “emergenza da
traffico”, gli inquinamenti, l’imbarbarimento e la violenza contro il Pedone.
Vito De Russis in proprio
e n.q. presidente Associazione Diritti
Pedoni di Roma e Lazio
giovedì 14 luglio 2016
Tutto quello che avreste voluto sapere sui veicoli elettrici e non avete mai osato chiedere....
Resoconto del mio stimato collega Francesco D.L. su un scooter elettrico di fascia alta.
E voi che ne pensate?
Ciao mobility manager,
è
passato un po’ di tempo da quando ho iniziato ad usare il mio nuovo
scooter elettrico, ed ora posso fornire dati precisi sugli aspetti
positivi e negativi di questo
modo alternativo di muoversi.
Tutti
i dati che ti fornisco sono assolutamente precisi e non ipotetici, ma
riguardano solo e soltanto me e la mia situazione specifica.
Tutti
i discorsi che seguiranno si basano su un prerequisito essenziale:
avere un box auto con una presa di corrente che eroghi almeno 5 ampere.
(cioè una comunissima
presa di corrente)
Iniziamo dall’unico dato negativo: il prezzo iniziale del veicolo nuovo.
Io ho comprato un Vectrix VX-1 con 150 km di autonomia (effettiva, non teorica) ed ho speso 7400 euro (batterie da 65Ah).
Lo
stesso identico mezzo nuovo, equipaggiato con batterie differenti, può
costare dai 3300 euro, fino a 13000 euro, in funzione dell’autonomia
delle batterie.
I
prezzi che ti ho detto sono per un veicolo nuovo identico al mio
(inclusa l’immatricolazione), che differisce solo per il pacco batterie.
3300 euro = 50 km autonomia (con batterie rigenerate e garantite solo 3 mesi)
13000 euro = 220 km autonomia (con batterie nuove,100 Ah, garantite 2 anni estensibili)
Le
batterie nuove durano 2000 cicli di ricarica parziale, quindi nel caso
mio 20 anni (2 ricariche parziali a settimana) con l’autonomia che su
riduce gradatamente,
fino a perdere circa il 30% (nel caso mio, autonomia ridotta a 100 km).
Una
persona che non ha una lunga percorrenza giornaliera potrebbe optare
per le batterie rigenerate che ricarica tutte le notti a casa e fra 2 o 3
anni acquistare
un pacco batterie nuovo al prezzo che costeranno fra 3 anni. Facendo un
rapporto rispetto a 3 anni fa, nel 2019 un pacco batterie da 350 km,
potrebbe costare 5000 euro.
I tempi di ricarica vanno da 3 a 5 ore, in funzione di quanto la batteria è stata scaricata.
Per la salvaguardia della durata delle batterie, è consigliabile sia la carica che la scarica lenta.
Io
ho fatto impostare il software che controlla l’accelerazione, in
maniera tale da non superare i 140 ampere quando acceleri al massimo e
in ricarica, ho fatto mettere
un massimo di 5 ampere assorbiti.
Questo
vuol dire che anche alla colonnina Enel, la ricarica è lenta, ma le
batterie hanno vita più lunga e il kilowattora costa la metà a casa
rispetto alla colonnina.
Ricaricando
a casa durante la notte, ogni km percorso mi costa 0,96 centesimi di
euro, quindi 100 km costano meno di un euro. (Calcoli precisi ma fatti
sul mio contratto
elettrico. Io pago 22 centesimi a kilowattora)
Rispetto
alla mia moto precedente, con percorrenza di circa 160 km a settimana,
solo di carburante risparmio oltre 500 euro l’anno.
In 15 anni il costo iniziale della moto sarà stato completamente ammortizzato dal solo risparmio sul carburante.
Ma il carburante non è l’unico risparmio.
Il bollo non si paga per i primi 5 anni.
I parcheggi comunali sono gratuiti per i veicoli elettrici
L’assicurazione (RC) costa la metà di quello che costerebbe assicurare uno scooter 50 cc (io pago 181 euro/anno)
La
manutenzione è nulla (no olio, no filtri, no candele). Il mio scooter
ha solo 11 parti in movimento e quindi soggette ad usura. Ma i freni a
disco e le pasticche
(che fanno parte degli 11 pezzi soggetti ad usura) io non li consumo per
niente perché freno con il freno motore che recupera energia mentre il
veicolo rallenta.
Considerando
la quasi assenza di manutenzione e gli altri risparmi, l’ammortamento
del veicolo avviene in tempi molto più rapidi.
Ed
in più mentre cammini, senti solo il vento ed i rumori degli altri e la
gente ti ferma per chiedere “Come va?”, “Quanto dura la batteria”, “E’
un giocattolo o è
una cosa seria?”
Molti credono che elettrico equivale a “macchinetta del bambino per giocare nel parco”.
Ma uno scooter elettrico accelera da 0 a 100 in 6 secondi (il mio in 9 secondi per la limitazione che ho fatto impostare).
Supera i 110 km/h di velocità e la velocità è limitata dalle impostazioni software che si possono cambiare.
Potrei
continuare per ore, parlandoti di scooter più piccoli e più leggeri del
mio, oppure di quelli più performanti (BMW) che io ho provato prima di
decidere.
Elettrico
non vuol dire solo “buono per l’ambiente” vuol dire anche “buono per le
tasche” e vuol dire anche “più performante di qualsiasi endotermico”.
Ne vogliamo parlare?
per dare un senso al tempo che passa
'Noi,cosiddetti esperti di ciclismo,non finiamo mai
di elegiare i benefici dell’uso della bicicletta.Si spazia dalla
concretezza del risparmio economico ed energetico,si continua con i
benefici fisici ,i viaggi avventura,le imprese dei corridori
professionisti per giungere ad una liberta’ fantastica senza fine.Poi
c’è Roma,la citta’ del motore,del rumore,della
superficialita’,dell’apparire che relega il ciclista in una sorta di
limbo nebuloso.Peccato,non sa’ quello che si perde!
La
bicicletta,come lo strumento musicale,al contrario del motore,ti è
sempre fedele,segue i tuoi desideri in silenzio per lasciarti
innamorare della vita ad ogni eta’.Basta un murales significativo,le
parole di un poeta,i colori del cielo e della natura per frenare lo
scorrere lento della pedalata,per incuriosirti a quei valori
indispensabili per dare un senso al tempo che passa.'
Gianfranco Di Pretoro
Federazione Ciclistica Italiana Lazio
Responsabile piste ciclabili e viabilita’
giovedì 14 aprile 2016
#QualeBuonaStrada ?
Come già tante associazioni, Aderisco convintamente alla campagna di
sensibilizzazione #QualeBuonaStrada.
Di seguito il testo, che vi prego di diffondere, così come vi invito a mandare messaggi via Twitter con quell’hashtag.
La campagna nasce dall’unione di dodici testate ciclistiche:
Bikeitalia.it
Lifeintravel.it
Viagginbici.com
Cyclinside.it
Bicilive.it – Urban.bicilive.it
Rivista BC
Ciclismo.it
Bikelive.it
MTB-mag.com
BDC-mag.com
Bike Channel
Tuttobici Web
Ci sono notizie che non vorremmo mai leggere: il 26 marzo un gruppo di 3 ciclisti è stato investito da un’auto appena fuori Roma. Uno di loro ha perso la vita e altri due sono stati feriti.
Il 7 Aprile la stessa dinamica ha coinvolto un altro gruppo di ciclisti al Lido di Venezia, anche questa volta il risultato è di un morto e un ricoverato in gravissime condizioni.
Di fronte a questo tipo di notizie è difficile parlare di “tragica fatalità” e viene da porsi invece la domanda: se chi stava guidando non si è accorto di avere innanzi a sé un gruppo di ciclisti, dove stava guardando, invece di guardare la strada?
La risposta ce la fornisce l’ultimo rapporto sull’incidentalità ACI-ISTAT che rileva come il 28% degli incidenti stradali sono causati da alta velocità o da distrazioni alla guida. E la più grande fonte di distrazioni, lo sappiamo, è il cellulare che in ogni momento della giornata richiama la nostra attenzione.
A pagare cara la disattenzione sono come al solito i più deboli: nel corso dell’ultimo anno 273 ciclisti hanno perso la vita sulle strade italiane (+8,8%), a questi bisogna aggiungere 62 bambini uccisi e 12.217 bambini feriti nella fascia di età tra gli 0 e i 14 anni, con un aumento spaventoso del 27,3% per la fascia di età tra i 5 e i 9 anni.
Dal 2008 al 2014 oggi sono 456 i bambini che hanno perso la vita a causa di incidenti stradali nell’indifferenza della politica.
Questa situazione è inaccettabile per qualunque cittadino dotato di buon senso, tanto più se si pensa che la legge delega con le modifiche al codice della strada (che contiene diverse norme per la tutela dei più deboli) è ferma da oltre un anno e mezzo in attesa di discussione in Senato.
È per questo motivo che chiediamo:
Ci sono riforme che non possono più aspettare perché ogni giorno che passa è una vita persa nell’attesa della Buona Strada.
Nessuno di noi può più aspettare.
Chiunque volesse contribuire al buon esito di questa campagna può condividere questo post attraverso Facebook, attraverso il proprio blog o sito, attraverso Twitter utilizzando l’hashtag #qualebuonastrada e, ovviamente, inviandola via mail a:
Di seguito il testo, che vi prego di diffondere, così come vi invito a mandare messaggi via Twitter con quell’hashtag.
La campagna nasce dall’unione di dodici testate ciclistiche:
Bikeitalia.it
Lifeintravel.it
Viagginbici.com
Cyclinside.it
Bicilive.it – Urban.bicilive.it
Rivista BC
Ciclismo.it
Bikelive.it
MTB-mag.com
BDC-mag.com
Bike Channel
Tuttobici Web
Ci sono notizie che non vorremmo mai leggere: il 26 marzo un gruppo di 3 ciclisti è stato investito da un’auto appena fuori Roma. Uno di loro ha perso la vita e altri due sono stati feriti.
Il 7 Aprile la stessa dinamica ha coinvolto un altro gruppo di ciclisti al Lido di Venezia, anche questa volta il risultato è di un morto e un ricoverato in gravissime condizioni.
Di fronte a questo tipo di notizie è difficile parlare di “tragica fatalità” e viene da porsi invece la domanda: se chi stava guidando non si è accorto di avere innanzi a sé un gruppo di ciclisti, dove stava guardando, invece di guardare la strada?
La risposta ce la fornisce l’ultimo rapporto sull’incidentalità ACI-ISTAT che rileva come il 28% degli incidenti stradali sono causati da alta velocità o da distrazioni alla guida. E la più grande fonte di distrazioni, lo sappiamo, è il cellulare che in ogni momento della giornata richiama la nostra attenzione.
A pagare cara la disattenzione sono come al solito i più deboli: nel corso dell’ultimo anno 273 ciclisti hanno perso la vita sulle strade italiane (+8,8%), a questi bisogna aggiungere 62 bambini uccisi e 12.217 bambini feriti nella fascia di età tra gli 0 e i 14 anni, con un aumento spaventoso del 27,3% per la fascia di età tra i 5 e i 9 anni.
Dal 2008 al 2014 oggi sono 456 i bambini che hanno perso la vita a causa di incidenti stradali nell’indifferenza della politica.
Questa situazione è inaccettabile per qualunque cittadino dotato di buon senso, tanto più se si pensa che la legge delega con le modifiche al codice della strada (che contiene diverse norme per la tutela dei più deboli) è ferma da oltre un anno e mezzo in attesa di discussione in Senato.
È per questo motivo che chiediamo:
- che la legge delega con le modifiche al codice della strada venga discussa e approvata al più presto;
- che il Governo si impegni a realizzare una campagna di comunicazione su tutti i media per spiegare agli Italiani che l’uso dell’automobile è incompatibile con l’uso del telefono cellulare.
Ci sono riforme che non possono più aspettare perché ogni giorno che passa è una vita persa nell’attesa della Buona Strada.
Nessuno di noi può più aspettare.
Chiunque volesse contribuire al buon esito di questa campagna può condividere questo post attraverso Facebook, attraverso il proprio blog o sito, attraverso Twitter utilizzando l’hashtag #qualebuonastrada e, ovviamente, inviandola via mail a:
- Presidente del Consiglio, Matteo Renzi: presidente@pec.governo.it
- Ministro dei Trasporti, Graziano Delrio: segreteria.ministro@pec.mit.gov.it
- Presidente del Senato, Pietro Grasso: pietro.grasso@senato.it
- Presidente della Camera dei Deputati, Laura Boldrini: laura.boldrini@camera.it
mercoledì 6 aprile 2016
european cycling challenge 2016 - Roma c'è?
Anche per quest'anno Roma si è iscritta alla ECC (european cycling challenge).
ieri sono stato ad una riunione in Agenzia Mobilità, invitato da Francesco Iacorossi (coordinatore progetto PASTA e co-coordinatore per Roma dell'ECC insieme con Contadini). presente Fuschiotto.
erano presenti Bonafaccia (biciRoma), Lorenzo Sturlese per Vivinstrada, Lorenzo Quaranta a titolo personale, Ceska (ciclomobilisti), Vito de Russis per il CRC, Giuseppe Teano, altre due persone che non conosco.
grazie sincero a tutti coloro che compiono questo ennesimo gesto di amore per la città, continuando a dialogare nonostante le promesse mai realizzate, lasciandosi sempre alle spalle il passato. ..
insomma pare che quest'anno, diversamente dallo scorso anno, Agenzia coinvolge direttamente il suo ufficio comunicazione su questa iniziativa, e lancerà messaggi diretti sia sui canali 'social' sia sul canale Moby Tv (la TV della metro per intenderci). insomma potrebbe -forse- non essere la solita cosa alla romana, come lo scorso anno, armatevi e partite.
come già detto ieri a voce, io consiglio che tutte le associazioni, che aiuteranno a divulgare il messaggio e aumentare la partecipazione alla manifestazione, ESIGANO un adeguato spazio sui canali con interveste dirette ai portavoce e messaggi adeguati sulla sicurezza stradale. insomma, uno scambio alla pari, una collaborazione nè formale nè strumentale.
messaggio di fondo: nonostante le note mancanze (voragini reali) dell'amministrazione di Roma, aderiamo all' ECC, perchè finalmente è una prima vera azione per la sicurezza stradale, la cosidetta "safety in numbers".
saluti
@paolodeluca72
p.s. e come ha detto Sturlese, per cortesia togliete Porta San Sebastiano dai loghi della manifestazione, perchè lì , proprio lì sull'Appia Antica farsescamente pedonale, Roma raggiunge e supera il paradosso.
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